Le Cicatrici

Cicatrice Depressa

Autore: dott.ssa Tania Basile  27/07/2020

La formazione delle cicatrici è un processo conseguente alla guarigione dei tessuti molli dopo un trauma; la proliferazione dei fibroblasti consente ai tessuti di recuperare la normale funzionalità ripristinando la cute e favorendo la vascolarizzazione della stessa. Tuttavia, una produzione anormale o disturbata di collagene può causare anomalie della superfice cutanea ed irregolarità che possono manifestarsi in cicatrici non conformi al naturale processo di guarigione. In questi casi parliamo di cicatrici ipertrofiche, cioè quando il tessuto fibroso è in eccesso, atrofiche, ovvero quando il tessuto fibroso è insufficiente, o cheloidee, cioè quando il tessuto fibroso ha una crescita incontrollata oltre i limiti iniziali della cicatrice.

Una cicatrice cosmeticamente accettabile è da considerarsi in linea con il tessuto circostante, con una pigmentazione simile a quella della cute intorno alla cicatrice, con margini stretti e delineati oltre che una adeguata tensione della pelle. Nel caso delle cicatrici depresse questo percorso naturale di rigenerazione dei tessuti è disturbato da una cattiva ed inadeguata produzione di collagene, la principale proteina che costituisce il tessuto connettivo ed è chiamata a riparare i tessuti danneggiati da una lesione.

Ma cosa sono le cicatrici depresse?

Le cicatrici depresse sono una tipologia di cicatrice che tende a rimanere sotto il livello naturale della cute. Questo perché la produzione di tessuto connettivo è insufficiente a colmare la necessità degli strati più esterni della cute interessati dalla lesione e dall’infiammazione successiva.

Un caso molto comune di cicatrice depressa è quello conseguente da acne in cui comedoni, papule, pustole e cisti dopo la fase infiammatoria possono scomparire lasciando sulla pelle delle piccole cicatrici depresse. In questi casi le aree più colpite sono il viso, le spalle e la zona presternale ovvero le aree dove le diverse manifestazioni dell’acne tendono a concentrarsi maggiormente. Sebbene non rappresenti una condizione patologica, è evidente che l’impatto estetico possa tuttavia imporsi come causa di disagio nel paziente, con importanti ripercussioni sui rapporti sociali e sulla qualità generale della vita. Le cause di questo tipo di problema possono essere molteplici sebbene la manifestazione acneica intensa e prolungata sembra essere la principale condizione responsabile della cattiva cicatrizzazione. È noto, difatti, che nelle manifestazioni più intense dell’acne il processo di riparazione della pelle è messo a dura prova e la presenza in una ristretta area di più infiammazioni compromette la produzione di collagene favorendo la formazione di cicatrici depresse diffuse.

Contro le cicatrici depresse da acne l’unica prevenzione è data da una tempestiva azione nel trattamento dell’acne che può limitare o eliminare i rischi di formazione di cicatrici irregolari. Una visita dermatologia preliminare è sufficiente a delineare un piano di attacco ed un trattamento efficiente per contenere l’acne e gli effetti collaterali ad essa connessi. Di fianco al trattamento antiacne è consigliabile curare gli ascessi con infiltrazioni di antibiotico mentre è sconsigliato spremere o schiacciare i brufoli per evitare di gravare ulteriormente sui processi infiammatori in atto su di una cute colpita da acne.

 

I trattamenti per correggere le cicatrici depresse

 

Per quanto riguarda i trattamenti chiamati a correggere le cicatrici depresse, esistono diversi metodi per migliorare l’aspetto delle cicatrici e possibilmente risolvere definitivamente il problema. Uno dei metodi più efficaci è sicuramente la subcision che consiste nella creazione di una nuova cicatrice sotto la cicatrice depressa. Con questa tecnica la formazione di nuovo tessuto cicatriziale sotto la superficie della cicatrice depressa permette un innalzamento della cute a livello della pelle circostante. L’intervento è effettuato mediante anestesia locale e trattate con una speciale ed apposita lama. La subcision spesso è effettuata in combinazione con il laser garantendo, così, risultati migliori ed esteticamente più naturali. Sebbene sia una delle tecniche più utilizzate ha dei limiti rappresentati dalle peculiarità dei singoli pazienti nei processi di guarigione che lo rendono un trattamento poco preciso.

Tra i trattamenti più utilizzati c’è da annoverare la rimozione chirurgica delle cicatrici che, nonostante rappresenti un metodo alquanto invasivo e spesso non praticabile, garantisce risultati soddisfacenti e ottimali. Meno noti ma altrettanto efficaci sono le tecniche che prevedono la stimolazione alla rigenerazione dei tessuti ovvero provocano la formazione di nuovo collagene capace di riportare le cicatrici depresse al livello della cute circostante. Il needling è chiamato a indurre la formazione di nuovo tessuto collagene attraverso micropunture in profondità mentre il micropeeling consiste in una leggera ma costante esfoliazione della pelle attraverso un uso “leggero” del peeling con l’obiettivo di eliminare le irregolarità della pelle e spingere alla formazione di nuovo tessuto connettivo. Una soluzione meno invasiva, invece, è rappresentata dall’utilizzo di filler dermici. Con questa pratica è possibile riempire le cicatrici eliminando la depressione e dando alle cicatrici un aspetto naturale ed in linea con la pelle circostante. Il limite di questa tecnica è rappresentato dalla temporaneità dell’intervento poiché i filler utilizzati tendono ad essere assorbiti dall’organismo nell’arco di 6 mesi o al massimo un anno riportando la condizione delle cicatrici a prima del trattamento.

Fonti: 

-          William W. Huang, Christine S. Ahn,Clinical Manual of Dermatology, Springer2020.

-          Tullio Cainelli, Alberto Giannetti, Alfredo Rebora, Manuale di dermatologia medica e chirurgica, McGraw Hill 2017.

-          Davide D’amico, Manuale di Chirurgia Generale. Piccin 2018.

-          Rei Ogawa, Total scarmanagment, Springer, 2020.