Le Cicatrici

Lifting collo cicatrici

Autore: dott.ssa Tania Basile  17/03/2020

Il lifting collo è un intervento di chirurgia estetica eseguito, generalmente, per combattere i segni del tempo sulla pelle. Il processo d’invecchiamento della nostra pelle è un effetto del tutto naturale ed include il progressivo rilassamento dei tessuti che tende a manifestarsi con le comuni rughe. Le rughe possono comparire già in giovane età concentrandosi soprattutto in alcuni punti del viso come gli occhi, la fronte, la bocca e il collo. Il collo in particolare è una delle zone maggiormente soggette al rilassamento della pelle sia per via della naturale sottigliezza del tessuto nell’area sia per la continua sollecitazione che i nostri movimenti producono nella parte anteriore del collo. Il lifting collo viene effettuato anche per correggere eventuali accumuli irregolari di grasso, pelle in eccesso e in presenza del cosiddetto “doppio mento”.

Qual è l’obiettivo del lifting al collo?

L’obiettivo del lifting, dunque, è distendere la pelle della zona trattata riadattandola al tessuto muscolare sottostante ridando tonicità ai tessuti e ripristinando esteticamente la pelle. Questo permette di eliminare anche le rughe e permette alla pelle di contrastare la naturale perdita di elasticità. La tecnica maggiormente diffusa consiste nell’effettuare un’incisione sulla nuca e due incisioni dietro ogni orecchio per permettere al chirurgo di separare la pelle dai muscoli del collo e redistribuirla in modo appropriato cercando di eliminare ogni inestetismo. A seconda del tipo di intervento, è possibile anche che una delle incisioni sia praticata sotto il mento. L’intervento chirurgico è molto semplice ed effettuato in anestesia generale o locale con sedazione del paziente e i punti per le incisioni vengono individuati in aree poco visibili o con pieghe naturali.

Il lifting collo lascia cicatrici?

Il lifting collo generalmente non lascia cicatrici marcate e visibili. La bravura del chirurgo e le aree interessate (sotto al mento, fra i capelli, nonché davanti e dietro le orecchie) fanno si che non ci siano effetti negativi estetici e che le cicatrici rimangano poco visibili o che si rimarginino lasciando pochi segni visibili. Le cicatrici sono il timore più comune per chi deve affrontare questo tipo di intervento sebbene, come già chiarito, il danno estetico è pressoché nullo limitato ad aree poco visibile ed accessibili. L’intervento chirurgico dura da un minimo di 30 minuti ad un massimo che può toccare le 3 ore, in funzione del tipo di intervento e della superficie da trattare. Per quanto riguarda la fase di recupero, se l’area da trattare è limitata l’intervento può essere eseguito in day-hospital mentre per gli interventi più complessi si consiglia, comunemente, un ricovero di una o due notti.

Post-intervento chirurgico

Nei giorni successivi all’intervento è necessario che le cicatrici rimangano coperte dalle medicazioni, generalmente elastiche per diminuire gli edemi. Nei primi giorni, difatti, l’effetto collaterale più comune è legato al gonfiore ed eventuali ecchimosi, oltre al dolore che può essere contenuto con comuni antidolorifici. Dopo 3 o 4 giorni è possibile riprendere le normali attività pur prestando attenzione all’ esposizione solare ed agli sforzi. Rimossi i bendaggi e le medicazioni nella prima settimana bisognerà attendere ancora due settimane prima di ristabilirsi completamente e riprendere le attività senza alcuna limitazione. I tempi di recupero, ovviamente, dipendono poi dall’entità dell’intervento e dalla risposta individuale del paziente al recupero.

Lifting al collo rischi

I rischi legati al lifting collo sono limitati o temporanei e solo in rari casi possono sfociare in fenomeni più complessi e seri. Gli interventi di chirurgia estetica al viso sono, ad oggi, tra i più sicuri e semplici da effettuare sebbene richiedano la mano esperta di un chirurgo responsabile e capace. Gli ematomi sono gli effetti collaterali temporanei più diffusi seguiti dalle possibili infezioni, soprattutto se non si ottempera alle disposizioni mediche nei primi giorni post intervento. In rari casi è stata rilevata una perdita temporanea o permanete dei capelli in prossimità delle incisioni e con la stessa frequenza sono stati riscontrati problemi legati all’anestesia, comunque in linea con la casistica generale.

Rivolgersi a personale non qualificato o con poca esperienza potrebbe invece portare a conseguenze più gravi come l’asimmetria facciale, causata da un errato intervento nel riposizionamento della dei tessuti; oppure lesioni nervose all’altezza del labbro inferiore che potrebbero causare l’indebolimento dell’area con effetti estetici concreti e gravi. Per quanto riguarda il danno nervoso è possibile che si danneggi il nervo facciale o auricolare con conseguenze, temporanee o permanenti, che potrebbero compromettere sia l’estetica che la funzionalità dei tessuti del nostro viso.

Tra i rischi legati al lifting collo è possibile anche che le cicatrici inizino un processo di recupero anomalo che porti a cheloidi o ad irregolarità nella pigmentazione del tessuto cicatrizzato. Come noto, il cheloide è determinato dal processo di proliferazione incontrollata dei fibroblasti e l’intervento chirurgico è l’ultima ratio a cui si fa ricorso per la risoluzione del problema. L’intervento chirurgico per eliminare il cheloide produrrebbe difatti un nuovo processo cicatriziale che porterebbe ad un nuovo cheloidi, motivo per cui si preferisce trattare l’area con iniezioni di cortisone, interferone o laserterapia. Meno comune è l’intervento mediante crioterapia e radioterapia: il primo processo “congela” letteralmente i tessuti ma produce una evidente discromia mentre il secondo metodo ha effetti collaterali a lungo termine superiori ai benefici del trattamento e dunque fortemente sconsigliato.

 

Fonti:

-          Paola Rosalba Russo, Salvatore Piero Fundarò, Lifting invisibile. Manuale di pratica clinica.  OEO, 2019.

-          Leonardo Tamassia, Le basi della medicina estetica e del benessere. Aspetti teorico-pratici fondamentali, Piccin-Nuova Libraria 2014.