Le Cicatrici

Cicatrice infiammata

Autore: dott.ssa Tania Basile  18/12/2019

La cicatrice può essere il risultato di un’operazione chirurgica oppure la conseguenza d’una ferita da trauma fisico o chimico, come tale si configura un quadro infiammatorio che con il tempo, la cute porta a compimento il naturale processo di riparazione normalmente il dolore e gli altri segni di flogosi si riducono fino a scomparire.

Purtroppo cattive posture, dolori di diversa origine e tipologia e sforzi muscolari possono riattivare una cicatrice creando un’infiammazione anche a distanza di mesi. Questo perché le cicatrici sono sempre associate ad aderenze in grado di perseverare focolai di flogosi dovuti all’Impedimento fisico all’irrorazione ematica risultante dall’aderenza tissutale e problemi funzionali diminuendo la libertà di movimento e interferendo con le strutture dei piani sottostanti ( fascia connettivale, muscoli, vasi e nervi) intrappolandole. Tali disfunzioni possono manifestarsi anche in distretti lontani dal focolaio di origine quando coinvolgono il sistema mio-fasciale e nervoso.

Fra le cicatrici più dolorose e facilmente infiammabili nonchè le più dure per posizione troviamo le cicatrici plantari, in particolare quando presenti nelle zone d’appoggio, o nei punti di flessione digitali, o in corrispondenza di pieghe cutanee rendendo difficile la guarigione, poiché le ferite tendono a riaprirsi e l’infiammazione ciclicamente ricompare, anche in concomitanza con fattori come il clima come il freddo e le ipovitaminosi possono accentuare la tendenza della pelle a sfaldarsi e aprirsi.

Ciò che è veramente importante è riconoscere e trattare una cicatrice infiammata valutando il caso singolarmente perché sulle terapie si può optare su numerose soluzioni che rispondono alle varie esigenze.

Ricordiamo cos’è una cicatrice e come avviene il processo di cicatrizzazione prima di andare avanti nella terapia e spiegazione della cicatrice infiammata.

Le cicatrici sono esiti fibrotici permanenti di processi riparativi dei tessuti a seguito di insulti traumatici (ferite da taglio, ustioni età) e flogistici (infettivi o tossici).

Gli esiti della riparazione delle lesioni dipendono da:

1) predisposizione individuale,

2) sede,

3) caratteristiche della noxa.

La cicatrizzazione può avvenire normalmente, oppure con un’eccessiva o una difettosa formazione di tessuto fibroso; ovvero di cicatrice ipertrofica o di cicatrice atrofica, rispettivamente. Il cheloide è invece una cicatrizzazione patologica in cui si ha continua crescita del processo fibroso nel tempo e nello spazio espandendosi al di fuori della sede iniziale della lesione.

Una cicatrice normale ha una superficie liscia, dal colore rosso-rosato diventa più chiara rispetto al tessuto circostante, può apparire piana, rilevata o infossata con assenza di annessi cutanei. È costituita da fibre collagene e rari fibroblasti. La forma della cicatrice riproduce quella della ferita cutanea che l’ha generata.

La riparazione di una ferita avviene in 4 fasi:

  1. Emostasi.
  2. Fase infiammatoria
  3. Fase proliferativa:
  4. Fase della maturazione:

Le modalità di guarigione di una ferita sono di:

  • Prima intenzione: quando i margini della ferita sono netti e accostabili ed il processo di guarigione è rapido e con migliori risultati estetici.
  • Seconda intenzione: quando i lembi della ferita non sono allineabili, c’è ampia sostanza in difetto o infettata. Il processo di riparazione è più lento con risultati esteticamente peggiori.
  • Terza intenzione: riguarda particolarmente cicatrici chirurgiche che nel postoperatorio sono andate incontro ad una riapertura parziale o totale.

Non sempre il processo di guarigione della ferita avviene con modalità nella norma ma possono verificarsi esiti anomali del processo di cicatrizzazione.

Per il riequilibrio dei tessuti e la capacità di lavorare in vista dell’elasticità  e di una corretta cicatrizzazione ai fini di evitare dopo anni che una cicatrice si infiammi o si arrossi; tra queste ricordiamo la massoterapia, essa lavora sulla mobilità degli strati di pelle, attivare il microcircolo e ripristinare l’elasticità. Eseguendo tutto ciò che può risultare utile per scollare le aderenze, rimuovere le cellule morte e stimolare la circolazione.

Se invece la cicatrice prude e crea un fastidio doloroso sono previsti sia trattamenti naturali come unguenti ed impacchi a base di oli vegetali che possono aiutare a sfiammare le cicatrici riattivatesi. Oppure trattamenti a base di cortisonici mentre nel caso di ferite infette è previsto l’utilizzo di creme o pomate antibiotiche con percentuali variabili e basse di cortisonici.

Ogni cicatrice è diversa quindi come abbiamo potuto vedere e non sempre il processo di guarigione della ferita avviene con modalità nella norma ma possono verificarsi esiti anomali del processo di cicatrizzazione. Nella fattispecie possiamo riscontrare:

  • Cicatrice ipertrofica: proliferazione eccessiva di tessuto fibroso a seguito di trauma o evento flogistico in situ.
  • Cicatrice atrofica: la ferita si presenta depressa e leggermente avvallata per mancanza di collagene ed ha tendenza a riaprirsi con facilità e sanguinare.
  • Cheloide: lesione rilevata a cordone, a limiti netti con ramificazioni simili alle chele di un granchio. Appare liscia ed è spesso dolente o pruriginosa.

In conclusione le cicatrici, di norma non considerate patologiche, posso presentare una "reattività o tossicità", il cui valore dipende dalla loro caratteristica, importanza e collocazione, in grado di facilitare vari tipi di disturbi sia muscolo-scheletrici (minor elasticità e dolori delle articolazioni in genere, alterazioni della postura), organici (disturbi viscerali, difficoltà respiratorie, diminuizione del livello enrgetico globale a causa del processo infiammatorio cronico) oltre che estetici naturalmente (e quindi psichici). 
Le cicatrici reattive (tossiche) vanno quindi trattate tramite specifiche tecniche di massoterapia, stretching, fisioterapia strumentale e, in casi estremi, chirurgia, al fine di eliminare oppure ridurre le relative aderenze. Il trattamento delle cicatrici reattive, se presenti, deve rientrare all'interno di un eventuale programma di rieducazione posturale.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di Dermatologia Medica e Chirurgica, IV edizione, McGraw-Hill, Milano, 2008.